Da venerdì scorso, 19 gennaio 2024, la linea ferroviaria Torino-Aeroporto-Ceres ha riaperto i battenti. Se da una parte c'è la gioia per un importante servizio a disposizione della collettività, dall'altra c'è da fare i conti con i primi problemi.

«Messi da parte i roboanti festeggiamenti, figli anche dell'imminente campagna elettorale per le Regionali, oltre alle criticità già segnalate per orari, costi, e tempistiche di collegamento, stanno emergendo tutta una serie di problemi infrastrutturali e di utilizzo, che stridono enormemente con il clima di grande eccitazione dei giorni scorsi», denuncia Claudio Desirò, segretario di Italia Liberale e Popolare.

«Una ripartenza con più ombre che luci, che dopo solo alcuni giorni sta mettendo in evidenza tutta una serie di criticità e di disagi per l'utenza, sintomo della scarsa attenzione con cui ci si è approcciati, perché forse troppo concentrati sulle cerimonie e sulle celebrazioni.

Ai problemi legati agli orari, con fasce fondamentali per il territorio e lo scalo aeroportuale non coperte dal servizio, ed a quelli dei costi raddoppiati per gli abbonamenti under 26 e per i viaggiatori saltuari, si aggiungono disservizi sulla linea che creano gravi disagi agli utilizzatori.

In questa prima settimana non si contano i ritardi, spesso senza alcuna informazione nei confronti dei viaggiatori in attesa in stazione. A questo, si aggiungono le ripetute segnalazioni di vetture in pessime condizioni, con numerosi sedili rotti. Ma non basta: notevoli sono le difficoltà per acquistare i documenti di viaggio.

Col ripristino della linea, infatti, non è possibile acquistare biglietti per corse singole nelle edicole, come accadeva prima, e diverse emettitrici automatiche presenti nelle stazioni sono fuori servizio.

Una situazione surreale: recandosi presso le edicole dei comuni serviti è possibile acquistare unicamente gli abbonamenti, mentre per i viaggiatori occasionali si apre un calvario. Numerose sono le emettitrici automatiche fuori servizio e capita che i viaggiatori siano costretti a mettersi in viaggio senza biglietto. Una situazione particolarmente evidente, ad esempio, a San Maurizio, dove ad oggi è impossibile acquistare un biglietto per una corsa singola non esistendo biglietteria, se non la automatica fuori servizio», spiega Desirò che aggiunge come i problemi «evidenziano ancora una volta l'approssimazione con cui si affrontano progetti dall'alto potenziale, che si esauriscono in momenti di vana gloria ad uso e consumo delle telecamere, con sperpero di risorse, e che rappresentano occasioni perse enormi per il territorio e le comunità. Sulla Torino-Aeroporto-Ceres c'è ancora molto da fare, ora che si sono appena spente le luci della ribalta sarebbe ora di farlo».

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