La tragedia di Collegno di ieri sera, giovedì 16 luglio 2026, con la morte di Antonio Greco, pensionato di 80 anni, ucciso da una coltellata post lite con un'automobilista, ha scosso la comunità di Collegno e quella di Borgata Paradiso, dove risiedeva.
Il sindaco Matteo Cavallone è tornato su questo dramma: «È morto per una banale lite stradale: ha impiegato troppo tempo a lasciare libero il passaggio, e un uomo in macchina per tutta risposta lo ha ucciso.
Un uomo che perde la vita per un motivo così futile, è qualcosa che scuote e disorienta. Collegno oggi si stringe nel silenzio, un silenzio che non è rassegnazione ma dolore condiviso.
Alla famiglia di Antonio va il pensiero più sincero e rispettoso. Nulla può colmare l’ingiustizia di una vita interrotta così, ma Collegno si raccoglie attorno ai suoi cari con discrezione e vicinanza, in particolare al figlio Luciano, che è rimasto anche lui ferito durante l’aggressione.
In questa vicenda così drammatica le forze dell’ordine del nostro territorio - i Carabinieri anche con l’aiuto della Polizia Locale di Collegno – hanno agito con rapidità e professionalità, individuando in poco tempo il responsabile. È un lavoro che merita riconoscenza, perché restituisce a Collegno un punto fermo nelle istituzioni di questo Paese in un momento di smarrimento.
Resta però una domanda che riguarda tutte e tutti noi: come si può arrivare a morire per un litigio per strada? È il segno di un tempo sociale in cui la rabbia sembra più veloce del pensiero, in cui qualcuno crede di potersi fare “giustizia” da solo. La cosa che sconvolge di più di questa vicenda è la totale assenza di rispetto per la vita altrui e la totale non consapevolezza dei propri atti e delle sue conseguenze, visto anche che quella zona in questi giorni è costantemente pattugliata da decine di agenti tra Carabinieri e Agenti della Polizia Locale per garantire la sicurezza in occasione dei concerti del Flowers Festival. Tuttavia la sicurezza non è solo presenza istituzionale: è rispetto reciproco, è la capacità di fermarsi un attimo prima, di non trasformare un diverbio in tragedia. Il rispetto deve partire prima di tutto da ciascuno di noi, c’è poco da aggiungere».

