Stop alle Consigliere di Parità territoriali? Il Governo sta ipotizzando questa azione anche se siamo ancora in fase embrionale del potenziale progetto: se dovesse passare la tesi governativa, le funzioni verrebbero accentrate a livello nazionale, bypassando le figure presenti a livello regionale e metropolitano.
La Consigliera di Parità è una figura istituzionale prevista dal decreto legislativo n.198/2006 che ne disciplina anche i requisiti, i compiti e le funzioni; garantisce la corretta applicazione della legislazione antidiscriminatoria sul posto di lavoro assicurando pari opportunità a tutti e a tutte. E' una figura indipendente ed apolitica e, nell'esercizio delle sue funzioni, è Pubblico Ufficiale.
In Città Metropolitana di Torino sono presenti l'avvocata Elisa Raffone e la sua supplente, l'avvocata Valentina Vivarelli.
«L’Europa ha chiesto all’Italia un rafforzamento delle iniziative in materia di Pari Opportunità. Di tutta risposta, il Governo ha proposto la soppressione delle Consigliere di Parità territoriali e la centralizzazione in un unico ruolo dei compiti di tutela delle pari opportunità nei luoghi di lavoro.
Lo schema di decreto legislativo trasmesso al Parlamento il 19 febbraio 2026 prevede infatti l'istituzione di un nuovo organismo centralizzato per la parità, con conseguente abrogazione delle disposizioni che disciplinano la rete territoriale delle Consigliere di Parità.
Le Consigliere di parità territoriali svolgono un ruolo fondamentale, previsto dal Codice delle Pari Opportunità (D.Lgs. 198/2006) e rappresentano da oltre vent'anni un presidio istituzionale di prossimità, radicato nei territori, volto alla prevenzione e al contrasto delle discriminazioni di genere nel lavoro e alla promozione dell'uguaglianza sostanziale tra donne e uomini.
Solo guardando alla città metropolitana di Torino, un territorio che copre 312 comuni, gli accessi negli ultimi anni sono stati oscillanti tra i 32 e i 50 casi all'anno, senza contare l'attività formativa e di consulenza svolta anche nei confronti dei datori di lavoro e delle organizzazioni collettive.
Venendo meno la figura delle Consigliere di parità territoriali, ci chiediamo chi assolverà, in concreto, le funzioni in ambito territoriale. Il rischio della scomparsa della figura delle Consigliere di parità non riguarda solo una diminuzione della tutela dei diritti, ma anche l’insorgere di nuovi divari e discriminazioni nei luoghi di lavoro. È un problema che tocca tutte e tutti noi», spiegano Raffone e Vivarelli.

