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Entro l'autunno 2026, Venaria Reale potrà contare su un altro sito di eccellenza culturale: il nuovo polo scientifico del CCR, il Centro Conservazione Restauro “La Venaria Reale”, che sarà dedicato alla ricerca scientifica e alla diagnostica applicata allo studio e alla conservazione dei beni culturali.

Il progetto prende forma all’interno dell’ex Galoppatoio Lamarmora, edificio storico di proprietà della Regione Piemonte, la cui riqualificazione rientra nel più ampio programma di valorizzazione del complesso UNESCO della Reggia di Venaria Reale.

Un investimento complessivo previsto di 3,5 milioni di euro, la fase di ristrutturazione interesserà una superficie di 600 mq distribuiti su due piani. Il piano terra ospiterà otto laboratori scientifici di ultima generazione e un’area centrale concepita come spazio espositivo e divulgativo aperto anche al pubblico; al piano superiore saranno collocati una sala riunioni, una biblioteca e spazi ufficio open space, pensati per accogliere il gruppo di ricerca, oltre a due aree aperte dedicate al networking.

L’obiettivo è creare un polo internazionale per la diagnostica, la ricerca e l’innovazione nel campo dello studio e della conservazione del patrimonio culturale, capace di favorire il confronto scientifico e il consolidamento di partnership strategiche con università, istituti di ricerca, musei e con il settore industriale, per lo sviluppo di nuove soluzioni che tengano conto delle sfide attuali poste dalla transizione ecologica e digitale.

“Il progetto del nuovo polo scientifico del CCR – sottolinea Alfonso Frugis, presidente del CCR - è stato uno dei miei obiettivi primari per consolidare il ruolo del Centro come polo di eccellenza internazionale, potenziandone le capacità scientifiche e operative e rafforzando la leadership dell’Italia nella conservazione e nella ricerca applicata ai beni culturali. È il risultato di una strategia di lungo periodo, che rafforza la nostra natura di istituto di innovazione nel campo dei beni culturali che, ci auguriamo, genererà impatti positivi per il territorio sul piano culturale, economico e sociale. Siamo onorati di constatare che l’impegno a sostenere il progetto da parte della Regione Piemonte, prima, e del Ministero della Cultura, poi, confermi il riconoscimento del valore del Centro”.

Al contributo iniziale di 2,5 milioni di euro da parte della Regione Piemonte, nell’ambito dei fondi del Piano Operativo Complementare (2014-2020), si è aggiunto il sostegno del Ministero della Cultura che ha appena inserito un contributo per il completamento del recupero dell’ex Galoppatoio Lamarmora, nella programmazione triennale lavori pubblici (2026-2028). Fondamentale nel raggiungimento di questo importante risultato il lavoro congiunto del presidente Alfonso Frugis e del soprintendente Corrado Azzollini.

“La nascita del nuovo polo scientifico segna un momento cruciale nella storia del Centro – conclude Federica Pozzi, direttrice dei Laboratori Scientifici del CCR – È un progetto pensato per ampliare l’accesso alla diagnostica e rafforzare le capacità operative del CCR, creando un luogo in cui scienza e patrimonio dialogano in modo strutturato e continuativo. Il nuovo polo non è soltanto un’infrastruttura: è l’espressione di una visione condivisa, fondata su collaborazione, ricerca e sostenibilità, con l’obiettivo di contribuire in modo sistematico e responsabile al futuro dei beni culturali”.

Altre importanti collaborazioni sono giunte dalla Città Metropolitana di Torino, stazione unica appaltante del progetto, e dal Comune di Venaria Reale, che ha indicato il Polo come uno dei progetti da inserire nel bilancio di sostenibilità degli interventi culturali nei territori della Regione Piemonte. Con Intesa Sanpaolo è stata invece avviata una campagna di crowdfunding per l’acquisto di nuova strumentazione e per la formazione di giovani ricercatori.

Il nuovo polo sarà dotato di laboratori di ultima generazione, equipaggiati con tecniche per analisi puntuali, mapping e imaging di superficie, oltre a strumentazioni mobili e portatili per lo svolgimento di campagne diagnostiche in situ, fondamentali per lo studio di opere che non possono essere spostate dai luoghi in cui sono custodite e da cui non è possibile prelevare campioni.

“Con il nuovo polo scientifico del CCR, Venaria Reale compie un ulteriore passo verso una piena valorizzazione della propria identità culturale - dichiara Fabio Giulivi, sindaco della Città di Venaria Reale - Non siamo soltanto sede di una città con un sito Unesco come il complesso monumentale della Reggia di Venaria, di rilievo mondiale, ma diventiamo sempre più un laboratorio internazionale di ricerca applicata alla conservazione del patrimonio. Questo progetto dialoga con il percorso dell’Hub della Cultura cittadino, rafforzando una visione strategica che mette al centro conoscenza, innovazione, partecipazione e collaborazione. In questo quadro si inserisce anche il lavoro che stiamo portando avanti sul bilancio di sostenibilità del Comune di Venaria Reale, costruito insieme ai maggiori stakeholder culturali della città, per misurare e rendere sempre più efficace l’impatto delle politiche culturali sul piano sociale, ambientale ed economico. La stretta collaborazione tra il CCR e la Città rappresenta un valore aggiunto fondamentale. La cultura, per noi, non è solo patrimonio da custodire, ma una leva concreta di coesione sociale e uno dei principali fattori di sviluppo economico del territorio, capace di generare riconoscibilità e competitività su scala globale”.