Una ragazza umile, che amava lo studio e lo sport ma soprattutto era devota a Dio come pochi altri giovani lo sono alla sua età.
Anna Mellano era questo e molto altro ancora. Una ragazza che questa notte, lunedì 19 ottobre 2026, ha chiuso gli occhi per sempre a soli 17 anni, strappata alla vita da una leucemia che non le ha dato scampo, nonostante stesse battagliando da oltre un anno.
Anna viveva a Venaria ed era una studentessa del Galileo Ferraris di Torino ed era un pivot che non aveva problemi a giocare da playmaker nel «suo» Basket Venaria, dove giocava dal 2022.
Su di lei avevano messo gli occhi le squadre più prestigiose a livello nazionale, in particolar modo Schio e Venezia.
Ma niente: lei voleva solo il Venaria. Perchè, prima di tutto, c'era lo studio, come le ha sempre inculcato suo padre Danilo, noto medico.
Ma, per lei, prima di tutto c'era Dio: non c'era giorno in cui non pregasse. Non c'era settimana in cui non andasse in oratorio. Dio veniva prima dello sport.
Nel luglio 2024 era stata tra le protagoniste della Nazionale Under 15 al Torneo dell’Amicizia disputato a Varese.
«Il presidente Giovanni Petrucci, a titolo personale e a nome di tutta la FIP, partecipa con commozione ed affetto al dolore della famiglia Mellano, dei genitori Danilo e Marta e della società Basket Venaria. Ad Anna, che lascia un vuoto incolmabile nei cuori di compagne, allenatori e tifosi, l’amorevole abbraccio di tutto il basket italiano», la ricorda la Federazione Pallacanestro.
Toccante il ricordo di Matteo Avagliano, suo storico dirigente al Venaria: « Era l’ estate del 2022 come genitore di una piccola cestista di nome Asia, portai mia figlia ad iscriversi in una vecchia cantera che dava fuoco e linfa alle passioni delle ragazze di Torino Nord e della sua cintura parlo del Basket Venaria.
Ad attendermi il presidente Mitton esule istriano grande giocatore della palla a spicchi che aveva calcato i parquet di serie A con la Saclà China Martini e sua moglie Rosy Vergnano giocatrice della Nazionale Italiana alle Olimpiadi di Mosca 1980.
Parlavamo con loro di progetti e tesseramento e mentre prendevano le misure per la divisa di mia figlia, mi allontanai per vedere l’ allenamento allo Sporting Club delle ragazze del 2009.
Vi era coach Fabio Lombardo che iniziava ad incitare le ragazze in vista di una annata che doveva portare grandi risultati, ricordo l’ aggressività al ferro di Sofia Censoplano, Martina Trabucatto, Cugliari, Turolla e tante altre che non me ne vogliano se non menziono.
Poi c’ era lei, una lungagnona bionda che veniva chiamata continuamente dalle compagne col nome di Anna, questo nome ha un doppio significato deriva dall’ ebraico “piena di grazia”, il secondo significato lo scrivero’ più avanti.
Ed è proprio quello che vidi una pivot atipica che faceva dell’ eleganza e della grazia delle sue movenze la luce abbagliante in quella estate del 2022.
Anna Mellano era il prototipo ideale del pivot moderno, non era una semplice rimbalzista, ma aveva un anima da playmaker portava palla, penetrava, tirava da tre, tutto senza mai una parola fuori posto, un educazione alla quale non siamo più abituati.
In quegli anni divenni dirigente del Basket Venaria della categoria in cui giocavano le 2010-2011, vedevo Anna negli allenamenti con le più piccole mai vestirsi di prosopopea, sempre pronta a dare consigli, senza nessuna supponenza visti i suoi successi sportivi arrivando a vestire la maglia azzurra.
La cosa che mi turbava in senso positivo di Anna era la sua grande fede in Dio a soli 14 anni, ed una famiglia che la seguiva in maniera discreta senza mai essere protagonista, come purtroppo oggi troppi adulti invasati fanno.
Anna è un nome palindromo ovvero si legge allo stesso modo sia da sinistra che da destra, e Anna Mellano era cosi da qualsiasi angolazione volevi vederla avresti trovato sempre un sorriso condito da una grazia che non appartiene ai comuni mortali. Adoro pensarla li tra le nuvole portare la palla tra gli angeli ed aspettare quel momento in cui con la sua eleganza è pronta a volare in alto in un terzo tempo che nessuno potrà mai fermare».
Anche il sindaco Fabio Giulivi l'ha voluta ricordare sulla sua pagina: «Sono senza fiato. La notizia della scomparsa di Anna Mellano, a soli 17 anni, ci lascia sgomenti. Una giovane della nostra città, una ragazza con tanti sogni e una grande passione per la pallacanestro, portata via da una grave malattia. Da papàè una notizia che toglie il fiato.
Penso proprio alla sua mamma e al suo papà, persone meravigliose, a un dolore che nessun genitore dovrebbe mai affrontare. Davanti a una perdita così, tanti affanni della quotidianità diventano piccoli e le parole sembrano tutte insufficienti.
Anna era cresciuta nel Basket Venaria di Teo Mitton, distinguendosi per il suo talento fino a entrare nel giro delle Nazionali giovanili. Dietro quei risultati c’erano impegno, sacrifici e l’amore per uno sport condiviso con le sue compagne di squadra.
A nome mio e della Città mi stringo con affetto alla mamma Marta, al papà Danilo, al fratello e alla sorella e a tutti i suoi cari. Un abbraccio anche alle amiche, alle compagne di squadra, a Teo Mitton e a tutta la comunità del Basket Venaria. Non ci sono parole capaci di colmare un’assenza così grande. Ci sono l’affetto, la vicinanza e il ricordo di Anna, che custodiremo come comunità. Per lei e per la sua famiglia, un pensiero e una preghiera».

