Tutta Venaria piange la morte di Angelo Lomonaco, storico capo distaccamento dei Vigili del Fuoco della Reale.
Aveva 67 anni. Un male incurabile lo ha strappato all’affetto dei suoi cari in modo repentino, nel giro di poche settimane.
Lomonaco è stato “la storia” e “la memoria” dei pompieri venariesi. Una vita intera dedicata al prossimo in difficoltà, tra incendi, soccorsi persone e altre situazioni di pericolo.
Per 38 anni è stato nel distaccamento di Venaria. Fino all’aprile 2020, quando è andato in pensione tra gli applausi dei suoi colleghi.
La sua è stata una vera e propria missione. Iniziata appena maggiorenne: «Quando mi dicono “grazie” per aver salvato un cane, un gatto, un pappagallo o aver aperto una porta, il mio cuore si riempie di gioia», diceva il giorno del suo pensionamento.
La sua storia da pompiere è però caratterizzata da due importanti episodi, che si vanno ad aggiungere a una carriera colma di azioni e aneddoti.
Da una parte l’incendio della Sindone, dove intervenne con la sua squadra dando una preziosa mano nello spegnimento del rogo e nel salvataggio del famoso e prezioso lenzuolo, tolto dalla teca a colpi di martello.
L’altro è datato 10 maggio 2001, quando a Venaria perse la vita il collega Paolo Sette, morto a soli 48 anni durante lo spegnimento di un incendio, colpito da un balcone crollato.
Grande e conosciuta la sua passione per la musica: era un poliedrico, visto che era capace di suonare più strumenti, e suonava con la band “Night Express”.
In Città viene ricordato anche per il suo fattivo impegno durante tutte le iniziative istituzionali comunali: dalla partecipazione con una delegazione al 25 aprile, al 2 giugno al 4 novembre e, in occasione dell’Immacolata, con la sempre toccante cerimonia in piazza Annunziata.
Non ancora rese note data e luogo dei funerali.

