I Carabinieri della Compagnia di Venaria Reale e del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Torino stanno cercando di ricostruire, secondo per secondo, la notte di lunedì 19 ottobre 2026, quando alla Reggia di Venaria Reale ignoti si sono introdotti all'interno e hanno rubato 26 orologi d'epoca, quasi tutti da taschino.
Si trovavano in una teca antisfondamento, come precisano dal Consorzio delle Residenze Reali, all'interno della camera d’udienza del Duca di Savoia, nel famoso «Piano Nobile» del polo museale venariese, subito dopo la «Galleria Grande».
Un bottino da più di 150mila euro: tutti i preziosi, d'epoca Settecento e di proprietà del Consorzio, dopo una donazione degli eredi di Giorgio Accornero fatta nel lontano 2012, erano coperti da assicurazione.
I ladri non hanno rubato le 24 tabaccherie d'epoca, che facevano parte della medesima donazione. Elementi che fanno ipotizzare a un furto su commissione.
Sempre il Consorzio fa sapere come «tutti i presidi di sicurezza erano attivi e funzionanti. Come il sistema di allarme, sottoposto a controlli periodici, e il servizio di guardiania armata dell’istituto di vigilanza All System».
Insomma, chi ha agito sapeva ogni minimo dettaglio sugli spostamenti della vigilanza, di come eludere l'allarme, di come fuggire senza lasciare tracce.
Un lavoro certosino, degno del miglior "Lupin", che apre molte porte investigative alla vicenda che ha lasciato senza parole tutta la Città e tutti gli appassionati d'arte.

