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Ennesimo capitolo dell'annosa e burrascosa vicenda Lear. L'azienda ha infatti deciso di interrompere le trattative per la reindustrializzazione del polo produttivo di Grugliasco.

«Si tratta di un passaggio delicato che riguarda il futuro di centinaia di lavoratori e di un presidio industriale strategico per il nostro territorio. La Regione è in contatto costante con Lear, FIPA, le rappresentanze sindacali e con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy: nelle prossime ore sarà convocato un tavolo ministeriale nel quale la questione verrà approfondita in ogni suo aspetto. È in quella sede che si dovranno assumere le necessarie responsabilità e chiarire definitivamente il quadro industriale. Da parte nostra l’obiettivo è uno e uno soltanto: la tutela piena di tutti i lavoratori coinvolti in questa complessa fase di transizione. Su questa partita la Regione non arretrerà di un solo centimetro», dichiara Elena Chiorino, vicepresidente e assessore al Lavoro della Regione Piemonte.

Per i sindacati nazionali Fim, Fiom e Uilm, a livello unitario, c'è «profondo disappunto per una vicenda dai tratti confusi, che la Lear e il Ministero stesso dovranno assolutamente chiarirci. Inoltre esprimiamo preoccupazione relativamente al futuro, poiché l’ipotesi prospettataci nella stessa giornata di oggi dell’interessamento di un nuovo investitore, in particolare Zetronic, è ancora tutta da verificare nella sua fondatezza e nella sua credibilità. In ogni caso abbiamo chiesto e ottenuto che il giorno 9 marzo 2026, al Ministero, si tenga un incontro formale in cui speriamo verrà chiarita la vicenda».

Per Rocco Cutrì, Segretario Generale FIM-CISL Torino e Canavese, «Dopo giorni di pressioni costanti per richiamare Lear e Fipa alle loro responsabilità nel finalizzare gli accordi necessari a dare piena attuazione al piano industriale — che prevedeva la reindustrializzazione del sito e l’assunzione di 209 lavoratori entro il 2026 — oggi Lear ha comunicato la decadenza del progetto per lo stabilimento torinese.

Si tratta di una decisione grave e inaccettabile. Esprimiamo profonda delusione per un’occasione che viene sottratta al territorio e ai lavoratori senza alcuna spiegazione credibile. Rivendichiamo il diritto di conoscere con chiarezza i fatti, anche per poter dare risposte ai 374 lavoratori oggi in cassa integrazione, prorogata fino a fine anno.

Siamo pronti a riaprire immediatamente la vertenza e a svolgere fino in fondo il nostro ruolo, insieme alla Rsu e al fianco dei lavoratori. Il confronto ripartirà dal 9 marzo al Ministero, dove sarà presente anche l’azienda Zetronic con il proprio piano industriale.

Sul fronte Fipa, riteniamo inaccettabile che si possa uscire di scena con un semplice colpo di spugna. Ci attiveremo con tutte le organizzazioni sindacali per verificare se esistono ancora reali intenzioni di portare avanti il piano industriale annunciato e per pretendere che ogni impegno assunto sul territorio venga rispettato».