Il tema del fine vita arriva sui banchi del consiglio comunale della Reale. Un punto che ha smosso le opinioni di maggioranza e opposizione, portando anche ad una sospensione del consiglio per trovare «una quadra» nell’approvazione definitiva della mozione presentata da Movimento 5 Stelle, Pd e «Venaria&Futuro», con prime firmatarie Caterina Terrizzi e Rossana Schillaci e supportata da Stefano Mistroni, Raffaele Trudu, Barbara Virga e Giuseppe De Candia.

Il provvedimento è stato approvato con 16 voti favorevoli, l’astensione del presidente del consiglio comunale, Giuseppe Ferrauto, e i voti contrari di Alessandro Gianasso, Andrea Carlomagno e Maria Di Benedetto.

Le forze di opposizione avrebbero voluto l’approvazione del testo iniziale, con la richiesta al Parlamento di legiferare sul tema del fine vita. Dopo una lunga discussione, mai sopra i toni, un emendamento bipartisan ha portato alla modifica dell’oggetto all’ordine del giorno, ovvero da «approvazione urgente della legge sulla morte volontaria medicalmente assistita» a «approvazione urgente della legge sul fine vita». E, ancora, andando a modificare la richiesta del consiglio al sindaco, ovvero «esprimere con forza, la necessità di provvedere quanto prima ad approvare una legge sul fine vita che nel pieno rispetto della Corte Costituzionale», oltre a chiedere l’organizzazione di incontri e dibattiti sul tema con la presenza di esperti in campo medico, religioso e filosofico.

«Il milione di firme raccolte a livello nazionale e quelle raccolte anche nella nostra città dal comitato di Venaria Possibile dimostrano come ci sia bisogno di risposte su questo tema così sentito e che riguarda un momento così delicato della propria esistenza. Non possiamo accettare zone grigie o incertezze. Non dobbiamo girare le spalle di fronte alla sofferenza di chi chiede solamente di decidere se e come terminare la propria esistenza. Si parla di diritti, di libertà, di dignità umana e non possiamo più rimanere in silenzio», commenta Schillaci.

«La parte di minoranza che voleva far passare il messaggio che fossimo un’amministrazione pro eutanasia è stata costretta a modificare gran parte delle sue richieste. Ho votato contro questa mozione, anche modificata, proprio perché ipotizzavo, come è stato, una strumentalizzazione da parte di una certa sinistra sul tema», spiega Andrea Carlomagno di Venaria Riparte.

«Fratelli d’Italia ha votato contro al provvedimento per coerenza ideologica di partito sul tema. C’è una legge già approvata alla Camera e non votata dal mio partito, da sempre a favore delle cure palliative. Ma ancora meglio di puntare alla vita, rispetto alla morte. A nostro parere, invece di mandare in difficoltà un consiglio comunale sul fine vita, forse era meglio che Pd e 5 Stelle spronassero i loro rappresentanti in Parlamento per velocizzare l’iter della legge», aggiunge Alessandro Gianasso di Fratelli d’Italia, supportato anche dal segretario Chiara Turino.

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