Era il 14 novembre 2014 quando Manuela Rosselli, 40enne dipendente della Coca Cola, al settimo mese di gravidanza, trovò la morte dopo essere inciampata in una porta finestra nella sua casa di Varisella, recidendosi l'arteria femorale destra.

Con lei morì anche il feto, dopo una disperata corsa in ospedale a Torino. 

Il Tribunale di Ivrea, Pasquale e Armando Seva (difesi dagli avvocati Marco Stabile e Ursula Pane), vale a dire i vecchi proprietari di quell'appartamento, ha scagionato i due, assolvendoli perché il fatto non sussiste.

Per l’accusa, quella porta finestra, priva di vetro temprato, era stata posizionata dagli Sceva durante la ristrutturazione. La famiglia della Rosselli si era costituita parte civile tramite l’avvocato Giorgio Faccio, quasi certamente ricorrerà in appello.