C'erano anche gestori di sale slot, dipendenti, esercenti della nostra zona a protestare, questa mattina, martedì 20 aprile 2021, davanti alla sede della Regione Piemonte per contestare l'attuale legge regionale sul gioco d'azzardo.

Una legge che ora è al vaglio del consiglio regionale, visto che la Lega vuole modificarla, nonostante i "no" da parte delle forze di opposizione e persino dell'area vicina a Forza Italia.

"Gli effetti della legge 9/2016 e della pandemia ci hanno decimato, con annessa riduzione dei dipendenti - raccontano i gestori - Anche perchè noleggiamo apparecchi per il gioco, ma sono stati tolti da bar e tabaccherie. I luoghi sensibili? Sono talmente tanti che diventa difficile ricollocare i locali che non rispondono ai requisiti della legge regionale vigente. Per non parlare dei costi che comporterebbe il trasloco delle attività in nuovi spazi. Le perdite di posti di lavoro sono tanto più dolorose se pensiamo che si tratta per il 90% dei casi di contratti a tempo indeterminato e sono nella maggior parte dei casi donne che ora non sanno come ricollocarsi. I nostri fatturati sono drasticamente calati. Occorre cambiare questa legge. Vogliamo lavorare anche noi". 

Durante una pausa dei lavori d’Aula il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia – alla presenza degli assessori Fabio Carosso, Marco Protopapa e Andrea Tronzano – ha ricevuto una delegazione di rappresentanti e operatori del gioco d’azzardo legale che questa mattina ha manifestato sotto Palazzo Lascaris.

I delegati dei lavoratori Valentina Gullino e Mara Pasquale hanno evidenziato i timori di perdere il lavoro qualora la legge regionale non venga modificata, dal momento che già 1.700 posti sono stati persi e 5.000 rischiano la stessa sorte dopo il termine di maggio, data di scadenza dei cinque anni previsti dalla legge per consentire agli imprenditori di mettersi a norma rispetto alla distanza delle slot-machine dai luoghi sensibili.

I rappresentanti di Sapar Alessia Milese e Astro Massimiliano Pucci hanno invece contestato che la legge abbia sortito negli anni gli effetti certificati dagli operatori e che la riduzione del gioco legale abbia favorito di gran lunga quello illegale.

Per la maggioranza sono intervenuti il capogruppo della Lega Alberto Preioni e il primo firmatario della proposta di legge Claudio Leone che hanno evidenziato l’impossibilità di far tornare il provvedimento in Commissione, la volontà di prevedere fondi aggiuntivi per i Serd e la necessità di preservare il gioco legale contro l’illegalità e i posti di lavoro messi a forte rischio.

Per la minoranza sono intrervenuti i consigliere Marco Grimaldi (Luv), Monica Canalis, Domenico Rossi e Diego Sarno (Pd) che si sono dichiarati disponibili ad aprire un tavolo per discutere e risolvere i problemi evidenziati e hanno sottolineato la disponibilità ad aderire alla proposta avanzata da Fi di prevedere una proroga ai cinque anni previsti anche in considerazione dei ritardi e delle difficoltà provocate dalla pandemia.

Erano presenti all’incontro anche i consiglieri Andrea Cane, Michele Mosca, Andrea Cerutti (Lega), Paolo Ruzzola (Fi), Paolo Bongioanni (Fdi) Raffaele Gallo, Alberto Avetta, Maurizio Marello (Pd), Ivano Martinetti (M5s), Mario Giaccone (Monviso) e Silvio Magliano (Moderati).

 

 

 

 

 

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